6 Maggio 2007

Mumbai

> Senza categoria — Edo @ 11:00

laundry

I dhobi certo non temono l’acqua. Al Dhobi Ghat , il lavatoio municipale di Mumbai, la simbiosi fra l’uomo ed il vitale elemento è limpida, seppure tale aggettivo strida parecchio in questa torbida liturgia celebrata tra schiavi e panni da lavare. In un contesto del genere un occidentale arriverebbe al punto di odiarla, l’indiano invece dall’acqua, pulita o lorda che sia, ci si lascia torturare senza un lamento per ore, sa di aver bisogno di lei, che serve collaborazione reciproca per sopravvivere. È cosa risaputa, in nessun posto come in questo Paese il concetto di acqua come bene comune insostituibile, come diritto naturale, è più radicato. Ed in nessun luogo come qui tra gli operai dhobi, gli uomini lavatrice di Mumbai, tutte queste belle teorie si fanno visibili e concrete.
Secondo la cosmologia induista è dalle acque che ha origine l’universo, e sono le divinità a rendere queste acque produttive. L’uomo, l’umile mezzo che rende ciò possibile. Allora il dhobi alza la camicia zuppa al cielo e l’abbatte con violenza sul sasso della vasca, con un pensiero rivolto a Shiva ed uno allo stipendio che non migliora, ne sono certo, o quanto meno lo spero. Perchè d’accordo, gli Dei non si discutono e talune tradizioni vanno salvaguardate, ma l’idea di sapere questa gioventù in un altro posto di lavoro, meglio se da domani stesso, la troverei l’unica nota lieta del pomeriggio. Che utilizzassero l’aria condizionata con più parsimonia ed investissero l’energia risparmiata a far funzionare delle lavatrici! Ma poi i dhobi che fine farebbero?
Ad ogni pestone gli stracci levano in aria corolle di vetro, a decine, come fiori in vita per un istante solo. I volti grondanti appaiono tremendamente concentrati, e lo sono. Vorrei sapere su cosa, ma le tante immagini sacre appese alle pareti dell’ampio cortile, delle quali non so abbastanza, mi danno ad intendere che la mia sarebbe curiosità fuori luogo, in grado di generare solamente altre incertezze.
Robert, il mio autista per un giorno, che mi è stato pacificamente alle spalle per buona parte della visita, ad un certo momento se ne salta fuori col ricordarmi che lì nel mezzo potrebbe benissimo trovarsi un asciugamano del mio hotel, esortandomi senza volerlo a tenere d’occhio il ciclo di lavaggio con più attenzione. Certo che finché si tratta di asciugamani e lenzuola! Dovrò sbrigarmi a recuperare del sapone in polvere in modo da lavare personalmente i miei panni. Non che abbia con me roba pregiata, ma gli unici due pantaloni vorrei portarli in fondo a questi quattro mesi di viaggio, e quanto vedo non mi pare la maniera più indicata. Un’insaponata, cinque sei passaggi con una rude spazzola in legno e setole, un’abbondante sciaquata, e via che milioni di gocce prendono ad innafiare l’accampamento, al suono della frusta. Asciugamani dal destino breve. Il laundry bag posizionato all’ingresso della mia stanza resterà vuoto di sicuro.
Questo mio pellegrinaggio in cerca d’acqua è appena cominciato, qui al Dhobi Ghat ho compreso che sarà un cammino lungo e sorprendente. Pim, pum, splash!
face


6 commenti »

  1. Fai bene Edo, trova una bella laundry a gettoni e butta dentro. Non vedo l’ora di vedere il video, anche se la tua descrizione è densa di immagini in movimento.
    Ciao secco!

    Commento di andrehaero — 6 Maggio 2007 @ 15:01

  2. Ogni cammino nella sua durata è ricco di soprese. Che il tuo viaggio possa racchiudere la più incredibile densità di esperienze, immagini ed incontri possibile. Il tutto rigorosamente da centrifugare.

    La vita è un viaggio, chi viaggia vive due volte.

    Commento di Giò — 7 Maggio 2007 @ 01:19

  3. Che utilizzino l’aria condizionata per produrre preziosa acqua distillata ?
    buona strada sulla via della sete
    ciao
    mau

    Commento di Mizio — 7 Maggio 2007 @ 04:47

  4. ciao,
    vedo che hai intenzione di proporci i video, spero di vedere il primo di una lunga serie il piu’ presto possibile.
    A proposito di acqua, durante il primo maggio ho pensato di starci sotto il piu’ possibile…..ho anche rimediato la cena per 4 persone ed era pure variegata!!!!
    Ho scoperto una cosa importante: resisto piu’ sott’acqua che a lavorare

    Commento di Roberto Marelli — 7 Maggio 2007 @ 05:02

  5. l’altro giorno ho ascoltato una vecchia intervista a giorgio bettinelli che diceva che da quando è stato in Africa ha imparato a non lamentarsi più. E’ una cosa quasi banale ma colpisce. Questo post mi fa pensare alla stessa cosa. Ciao edo, ora nelle campagne indiane, attendiamo notizie

    Commento di fabrizia — 7 Maggio 2007 @ 10:34

  6. Quasi quasi mi sono pentito di aver fatto andare la lavatrice due volte oggi!Quanto spreco! Il sapone da bucato ce l’ho già, me è la voglia di chinarmi e fare pim pum splash che mi manca Edo. Ci proverò!

    Commento di Danysurf — 7 Maggio 2007 @ 20:36

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