11 Maggio 2007

SEKHAR

> RTW — Edo @ 10:41

India rurale - Madras

Il mio incontro con Sekhar Raghavan, 58 anni, docente con alle spalle un PhD in Fisica conseguito all’Università di Madras ed oggi Direttore del Rainwater Harvesting Program, è un episodio che ha segnato in profondità questa prima parte del mio viaggio lungo la Via della Sete.
In sua compagnia ho potuto scoprire, a proposito dell’acqua e dei problemi che il suo reperimento ed utilizzo comportano in questo territorio dell’India meridionale, molto più di quanto potessi attendermi. Persona estremamente colta, generosa e preparata, dal 2002 si è fatto carico con entusiasmo della divulgazione delle tecniche attinenti la raccolta dell’acqua piovana a vantaggio di alcuni milioni di abitanti, accogliendo nel proprio Rain Center delegazioni provenienti dai tre Stati più aridi della Nazione: Tamil Nadu, Andra Pradesh e Karnataka. Starlo ad osservare mentre istruisce i giovani delle scuole cittadine, un insegnamento che un giorno potrà salvare loro la vita, è un’esperienza che spalanca il cuore, che mette allegria. La sua assidua attività sta contribuendo a ristabilire i delicati equilibri idrici che il boom edilizio indiano rischiava di minare irrimediabilmente, con insediamenti in aree dove fino a qualche anno fa erano solo campi coltivati, specchi d’acqua, pozzi e canali d’irrigazione. Per il sud del Paese l’akash ganga, l’acqua che piove dal cielo, ha sempre rappresentato la principale fonte di sostentamento, in particolar modo quella contenuta nei giacimenti sotterranei. “Le falde sotterranee sono come una banca!” esordisce Sekhar “Se continuiamo a pescarvi danaro senza rifornirne le casse, esso per forza di cose finisce!” Semplice ma efficace, come le soluzioni che illustra a chiunque voglia ascoltarlo.
Il monsone di nordest quaggiù colpisce con minor frequenza che altrove, ma la cultura contadina e la sapienza dei bramini hanno saputo nei secoli porre rimedio alle difficoltà con pratiche di straordinaria efficacia. I bacini idrici realizzati nelle campagne, i cosiddetti ery in lingua tamil, contengono, oltre alle acque piovane, tutta la genialità dell’essere umano; essi sono qualcosa di straordinario dal quale dovremmo tornare a prendere esempio, visti i tempi di siccità che si prospettano. Grazie agli ery, laghi ricavati da ampie depressioni del terreno comunicanti per esondazione con altre centinaia di laghi simili, l’acqua per irrigare le coltivazioni non è mai mancata. Una funzione assai simile era coperta dalle holy tanks, le enormi piscine sacre approntate accanto ai numerosi templi cittadini. Ogni tempio, una vasca, e sotto ad ogni vasca un giacimento sempre pieno, ecco il segreto per non far patire la sete a uomini, animali e ortaggi. Vitali tradizioni che senza Sekhar e la Akash Ganga Trust sarebbero evaporate del tutto, come fa la pioggia al sole di qui.
Non mi dilungherò oltre. Mi limito a ribadirgli su questo notiziario la gratitudine per ciò che sta facendo a favore della sopravvivenza di tanti, come della mia.
Coloro che fossero interessati, e sarebbe il caso di esserlo, a saper qualcosa in più sulle metodologie applicate dal Rainwater Harvesting Program e le sue numerose attività, ormai di interesse internazionale, consiglio di visitare il sito www.rainwaterharvesting.org, oppure di scrivere la propria solidarietà a questo piccolo, grande uomo: Sekhar Raghavan - sekar1479@yahoo.co.in - di sicuro lo troverete qui, a Madras, in devota attesa di un monsone generoso. In bocca al lupo amico mio.
Raghavan' familyKids at school - Madras


3 commenti »

  1. ehi in “pigiama bluette pezzato” nun te se pò guardà !! .. ma bravo, hai aggiunto altre immagini… e sai cosa t aspetta Né !! hi hi - ebbravo Edo !!

    Commento di mauro — 11 Maggio 2007 @ 22:03

  2. Sono davvero rassicurata e contenta che esistano persone come il Dottor Raghavan. Grazie Edo

    Commento di Cami — 12 Maggio 2007 @ 07:39

  3. Grazie Cami e Selva per la sempre bella compagnia. Un abbraccio di cuore.

    Commento di Edo — 13 Maggio 2007 @ 02:01

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