Cambogia - Pochi commensali alla tavola del Re
Mr. Nut Sam Ath, Tuk Tuk and Car Driver, licenza N.1924. Trascorrendo un intero pomeriggio in sua compagnia al Villaggio Culturale di Siem Reap, dal quale non sarebbe più uscito da tanto si è divertito, ho imparato di più sulla Cambogia che non sfogliando quotidiani per una settimana. È stato sufficiente chiedergli un’opinione sul monarca Sihamoni, per scoprire che Sam Ath aveva una gran voglia di parlare di questo Paese e dei suoi infiniti problemi. La mia domanda è stata dettata dal fatto che si festeggiava in quei giorni il 56esimo compleanno dell’erede di papà Sihanouk, e la sua faccetta sorrideva in ogni angolo della cittadina, per non parlare della costante apparizione sulla prima pagina dei giornali locali, accompagnata da sperticati elogi e citazioni, come quella apparsa sul Cambodia Weekly da cui estraggo il seguente delirio: “la Cambogia senza un Re è paragonabile a una nave da guerra - chissà che c’entra la guerra… - senza il comandante! Un sentimento chiaramente espresso dall’articolo 4 della Costituzione che enuncia il nostro motto: Nazione, Religione, Re! Con il quale io concordo di tutto cuore!” Conclude il giornalista Hang Sun Keng. La pagina dopo raccontava d’espropri di interi territori con tanto di fucile puntato, sottrazioni forzate che lasceranno nell’indigenza più cupa intere famiglie di contadini.
Accidenti dico io! Ma la penseranno realmente tutti così? Di certo non la pensa così l’umile lavoratore Sam Ath.
“Non mi piacciono questi politici, non li odio, io sono buddista e non odio nessuno, ma questi qua non mi piacciono per niente. Sono corrotti fino al midollo! Il Re non ha poteri governativi e se ne guarda bene dall’intromettersi…”
Sam faceva il poliziotto a Phnom Pehn, l’ha fatto per quattro anni, a 60 dollari al mese, una paga che costringeva lui ed i suoi colleghi, come avviene tutt’ora, ad arrotondare rifacendosi sui cittadini inventandosi infrazioni per intascarsi le multe conseguenti. “I salari troppo bassi stanno all’origine di tutti i nostri guai. Voglio vivere inestamente - prosegue Sam - e questo modo di intendere il proprio dovere non fa per me. Allora sono tornato nella città dove sono nato, Battambang, ho sostenuto gli esami di abilitazione e sono andato a fare l’insegnante, a 30 chilometri da casa, pagato poco quanto prima. Ogni mattina mi alzavo alle 4 e mezza e partivo con la mia bicicletta. Così per tre anni, di ruolo alle scuole primarie. Fino a che un’auto mi ha speronato mandandomi come un sacco nel fosso, e all’ospedale per tre mesi, con la testa rotta e senza quasi più un dente in bocca. Quelli che vedi me li hanno reimpiantati a Phnom Penh. Non avessi avuto il sostegno dei miei familiari sarei uscito completamente rovinato da questa storia. Solo per la diaria ospedaliera ci vogliono 100 dollari al mese…” Ci sediamo ad un tavolino del Villaggio a prendere una bibita ed una tregua da un sole che incendia i capelli, ma prego Sam di proseguire col racconto. “Chi stava al volante se l’è data a gambe, e la polizia venuta a soccorrermi sapevo bene che sarebbe stata in grado di acciuffarlo solo se avessi pagato, ovviamente. A quel punto ho chiuso anche con il mio ruolo d’insegnante. Troppo deprimente. Vi vedevo accadere le stesse cose che avevo visto a fare il poliziotto. Sempre per il medesimo motivo: stipendi da fame. Cosa che sfianca gli insegnanti e rovina gli studenti! La lavagna non è nemmeno presa in considerazione. Una volta alla settimana si consegnano agli alunni un bel numero di fotocopie, a pagamento, per cui se non hai i soldi non sai cosa studiare, e tanti saluti! Un metodo perfetto per non fargli imparare nulla e lasciare questo Paese nella sua ignoranza. Guarda, lavorerò il doppio ma mia figlia - una bimba stupenda della quale mi mostra una foto - la voglio iscrivere a una scuola privata…”
Oggi a fare il driver di Tuk Tuk, Sam Ath nella stagione alta guadagna 500 dollari al mese, sua moglie da alcune settimane ha trovato impiego in un orfanotrofio di Siem Reap e porta a casa 80 dollari, quanto basta perché la loro figliola possa studiare e magari trovare un lavoro dignitoso presso uno dei tanto 5 stelle della città, meglio che niente, alla faccia di corruttori e corrotti.
Questa Cambogia one dollar sta tirando fuori gli artigli per sopravvivere, mi chiedo quanto potrà durare. Prima di lasciarci gli prometto che tornerò a cercarlo uno dei prossimi anni.
“Sarei felice tu tornassi a trovarmi un giorno o l’altro!” Mi dice Sam con un sorriso. “Magari sarò riuscito a comprarmi un taxi e allora prometto che ti porto fino a Phnom Penh, mi paghi solo la benzina!”
L’indirizzo è: n_samath@yahoo.com, se trovate un minuto scrivetegli due righe, dite che avete avuto il suo indirizzo da Edo, l’italiano con la videocamera, sono certo gli farete un grande regalo e gli darete un poco di coraggio in più per tenere duro, ne avrà bisogno.
Quel pomeriggio i problemi dell’acqua sono passati in secondo piano.



storia toccante…. gli ho già mandato un e-mail….
Commento di Klara (kla76) — 8 Giugno 2007 @ 04:36
Caro Edo, mi sovviene Jenny, bella 20enne svizzeroted., che alla “comoda” università, da un anno, preferisce una di quelle fotocopie di cui parli e insegnar inglese per un progetto di recupero proprio da quelle parti, per “orfani dell aids”. Una stuoia, 4 euro e zero lavagne !! ps : qui ha smesso di piovere… ma “l’ acqua”, tu insegni, è un problema di secondo piano ….se solo non ce lo dimenticassimo… “comodi” come siamo.
Commento di mauro — 8 Giugno 2007 @ 07:22
Oè grazie a los dos! Scrivere a Sam la considero una piccola forma di preghiera, per un mondo un briciolo migliore. Grazie Kla! Hey Selva, parli come il Dalai Lama in visita in Australia nei prossimi giorni, ci si dimentica spesso di molte cose che contano davvero… Salut!
Commento di Edo — 8 Giugno 2007 @ 16:05
Sempre le stesse storie. Quanto siamo primitivi. Ancora ci sono nostri simili che muoiono perchè non hanno di che mangiare o bere. Che barbari. Che odio che me sale…Edo grazie, gli mando una mail al tuo amico.
CIao.
Commento di andrehaero — 9 Giugno 2007 @ 20:09
Ciao haero! Grazie my friend dal cuore tenero e l’occhio vigile… Fammi sapere come ti procede l’organizzazione del tuo RTW!
Commento di Edo — 10 Giugno 2007 @ 07:13