National Pediatric Vacation
Quelli del National Geographic mi accolgono a braccia aperte nel proprio staff, ed io anziché ripagarli di tanto onore con chissà quale reportage da terre remote ed inospitali, finisco arrampicato in compagnia di moglie e figliolo – e me li son goduti – tra i boschi dell’alta valle del fiume Trebbia. Oltretutto senza manco uno straccio di linea telefonica. Niente roaming. Beatamente isolato, incazzato nero con tutte le compagnie telefoniche che ci ammorbano la vita di spot a raccontarci di questa o quella offerta, sms, mms gratuiti e altre porcate che funzionano solo nei confini della propria città e poco oltre, sottraendoci i soldi in anticipo senza restituire un bel niente. In un campo c’è sempre campo? Cazzate. Però, vuoi mettere la vita senza inquinamento elettromagnetico? Il piccolo Nico ringrazia. Io meschino, meno.
Il piccolo borgo di case in sasso esiste da un centinaio di anni e possiede un nome tanto calzante quanto evocativo: Boschini. Quassù hanno vissuto i miei nonni materni, qui vi è nata mia madre, ed io imparato ad attraversare una foresta e guadare un fiume. Mi pareva giunto il momento di cominciare ad allenarmi al passaggio di testimone.
