25 Novembre 2009

MicroMegaCazzate

> Acqua — Edo @ 16:46

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Eccolo qui. Un altro raffinato demagogo con la bandierina del partito in saccoccia. Rumiz Paolo. Lo dichiara lui stesso che si interessa dell’argomento acqua da pochi mesi, e lo si capisce bene leggendone la sterilissima esternazione, dalla quale scaturisce come acqua reflua un patetico mugugno, capace solo di fomentare altri, inutili mugugni di altri inutili opinionisti della sua categoria. Oltre a ciò, mi viene da sospettare che interessandosi del prezioso solvente universale da così poco, a differenza mia che me ne occupo ormai da qualche annetto, egli sia fra quelli che da sempre gettano nello scarico ettolitri d’acqua per lucidarsi le zanne, e non fanno mai mancare alla propria dispensa una cospicua scorta d’acqua in bottiglie blu-PET. Se così non fosse, starebbe a significare che si occupa dell’argomento da ben più tempo di quanto lui stesso dichiara. Ma volendo credergli, così non è. Quindi? Uno sciupone pentito? Un neo-ravveduto con rigurgiti di civiltà che la prossima estate prenderà il suo condizionatore d’aria e lo porterà in discarica? Mai più alogene? Disdico l’abbonamento a SKY? In fin dei conti sono 40 euro al mese, altro che bolletta dell’acqua… Vaffanculo il digitale terrestre da oggi ascolterò la radio? D’ora in poi solo in bicicletta? Torno a lavare i piatti a mano uno per uno? Mah. Chissà. Mi limito a sperarlo, ma che almeno lo dichiarasse tra le righe di cotanto micromegalitico delirio.
Oltrepassiamo. Facilmente è solo uno dei tanti, troppi che si interessano di ambiente a seconda del governo in carica. Ovvio che una volta insediatosi l’esecutivo a lui più simpatico (come accadrà inevitabilmente fra non molto), la TV tornerà ad essere uno strumento culturale d’una certa utilità, al telefonino non si può davvero rinunciare e l’iPod, dopotutto, ha ampliato di molto le conoscenze musicali del figlio o del nipotino, quindi evviva le comodità!! A morte il digital-divide!!
Fatto sta che dalla sua analisi non attingo nulla di utile, un quadretto per punti di scarsissimo interesse con tanto di apocalittiche visioni a fare da cappello (c’è un filmetto al cinema sul funesto anno 2012, che sono sicuro le piacerà caro Rumiz), spaziando dal ristorantino di Messner nel quale costui si è accomodato a buttar soldi, ai contadini del vicentino che difendono il loro territorio come questa categoria fa da secoli, che si tratti di acqua come di disboscamento. Territori dei quali a nessuno di destra o sinistra è mai fregato una beata mazzafionda, angoli d’Italia ostici al piagnisteo, nei cui confini di demagoghi del genere non sanno che farsene.
Conosco e rispetto il mare da decenni, prima di lanciare proclami sullo stato di salute dell’acqua e di coloro che la governano (non lo facevano anche gli antichi romani?), mi sono fatto un intero giro del mondo, e senza nascondermi dietro a governanti o colori politici dico al signor Rumiz che da tempo i servizi legati all’acqua sono in via di privatizzazione. In India come a Singapore senza l’intervento dei privati starebbero a bollire quella del mare. La differenza sta nel fatto che certe popolazioni sanno farsi rispettare più di noi italiani del chiagn’ e’ fotte. La crescita demografica del pianeta è allarmante, e qualcuno pensa realmente che nonostante ciò spetti ad ognuno di noi un secchiello d’acqua fresca a testa, gratis? Utopie belle e buone. Illusioni da dipingere su uno striscione e far sfilare in corteo, tanto per darsi una sciacquatina alla coscienza. Piuttosto ci sono numeri che parlano assai più chiaro di Rumiz circa le dispersioni della rete idrica (in Italia vi sono località dove tali perdite arrivano al 50% dell’acqua distribuita), circa gli sprechi casalinghi, gli abusi di cui nessuno ad oggi s’è mai occupato. E dire che basterebbe far installare fra le mura domestiche un banale contatore – e tenerlo d’occhio – , per acquisire la necessaria coscienza e cominciare a spendere meno. Il tuo vicino di casa si fa 2 bagni in vasca bollente al giorno, e tu ne paghi una parte? Sei un coglione! Scendiamo in piazza a chiedere contatori per tutti! Andiamo in assemblea condominiale a pestare i pugni invece di stare in casa perché quella sera c’era il derby in HD. Ma come dicevo, pochi di noi s’azzardano ad analizzare certi particolari ai quali non si sa bene quale colore politico affrancare. Troppo tecnico, saggio. Nessuno Rumiz compreso. Particolari dei quali invece da anni si preoccupano aziende private in Asia come negli Stati Uniti, a pagamento, ovviamente. Ma laggiù sono più onesti di noi? A noi piace troppo piagnucolare, non toglieteci questo piacere, dai! Evabbe’, allora tiriamoci un colpo in testa. Personalmente, odiando le armi, preferisco impegnarmi di più nella vigilanza e nella parsimonia. Come gli agricoltori di Recoaro, credo fermamente che applicarsi maggiormente nel corto raggio sia molto più utile del continuare a sparare fra le nuvole degli scranni parlamentari fingendo di indignarsi per questa o quella legge, per poi occuparsi d’altro il giorno seguente, pratica noiosa e troppo facile, come bere un bicchier d’acqua, appunto, ma molto meno salutare.
Abbia il cuore di fare una sacrosanta promessa signor Rumiz, non smetta di occuparsi di acqua alla prossima folata di vento, da qualunque parte questa provenga.


20 commenti »

  1. di questo articolo (che mi pare più uno “sfogo”, pur se legittimo) l’unica cosa che riesco a condividere è la richiesta di continuare a informare su un tema urgente e delicato come la privatizzazione dell’acqua. credo che tutte le critiche che vengono rivolte a chi magari sta uscendo dalla caverna platonica e riesce -in un panorama informativo desertificato almeno quanto le terre delle citazione biblica di rumiz- a trovare il tempo di cercare le notizie su internet si possano muovere con meno saccenza.
    capisco la rabbia del vedere trattato con semplificazione e magari una tantum un argomento e un problema che si sentono propri vista la partecipazione e la passione che durano da anni, ma la verità è che già soltanto parlandone una volta, si possono smuovere molte coscienze. le politicalizzazioni di argomenti come questo, nei quali deve essere messa da parte l’appartenenza politica in luce di un valore maggiore che DEVE superare gli schieramenti, può essere fuorviante.
    nell’articolo di rumiz è chiaro come si sia delineato sull’argomento un fronte compatto delle amministrazioni locali contro l’interesse parlamentare (sottolineato decisamente bipartisan)per privatizzazioni generalizzate.
    forse dovrebbe provare a rileggere l’articolo di rumiz meno di testa e più di pancia. ;)

    Commento di alba — 25 Novembre 2009 @ 21:23

  2. Sul conflitto irrisolto testa e pancia hai ragione. Mi capita di frequente. Ciò non toglie che questi cani sciolti, pur noti e illuminati, che si accorgono di simili delicate realtà solo quando “certi” governanti ci mettono il becco, perché secondo loro è evidente che prima le cose andavano una meraviglia, generano l’orticaria, e con quella non c’è testa che tenga. È la solita italica abitudine di analizzare gli argomenti posizionandosi nella prospettiva offerta dalla propria, comoda poltroncina. Quattro vignette pescate dalla propria parte della barricata e via che ci si monta un bel pistolotto che manda a dormire sereni e contenti. L’acqua è argomento ben più articolato e alto. Fuori Italia ci si sta lavorando fittamente e con passione. Qui da noi si persiste con le chiacchiere mai seguite da serie proposte. Sorry Alba.
    Ad ogni modo, come vedi, io un vantaggio su Rumiz già ce l’ho: rispondo ai commenti. Mica poco, no? ;-)
    Grazie di cuore per l’intervento e che l’acqua sia sempre con te.

    Commento di Edo — 25 Novembre 2009 @ 21:51

  3. Da che io mi ricordi, non ho mai sentito un politico del bel paese parlare di questo tema. La mia ignoranza in fatto di acqua Edo, si capisce ogni volta che mi lavo i denti o quando me ne sto qualche minuto in piu’ sotto ad una doccia calda. Di questo atteggiamento onesto, non ne capisco la gravita’. Quindi non mi sento di giudicare l’articolo apocalittico di Rumiz che, probabilmente hai ragione, scrive piu’ per servire gli scranni di cui parli, che per informare.

    Pubblico o privato non importa, sarebbe piu’ opportuno diffondere la cultura al risparmio energetico, eco-sostenibile, al risparmio dell’acqua, al rispetto ambientale. Pagando certamente, come si paga una scuola per studiare, per imparare. Se sapessi che parte dei soldi che pago di tasse finissero investiti in propaganda di questo genere, sarei contento.
    Qui in Canada l’acqua si beve dal rubinetto, e non fanno la raccolta differenziata. Io in Italia la facevo. La Econord passava da casa mia a ritirarmi gli avanzi, e se non DIFFERENZIAVO come si deve, mi lasciavano pure accumulare immondizia per settimane. Neanche in Germania ho visto cotanto senso dell’etica, di rispetto delle regole. E vivevo del Comasco, non a ECOland.

    Personalmente, ma e’un giudizio soggettivo, sono d’accordo in parte sulla privatizzazione, perche’ e’vero si che la concorrenza giova al consumatore, ma e’altrettanto vero che quando si tratta si fatturare, quasi sempre c’e’ sempre puzza e sporcizia.

    Forse Rumiz si e’scordato del quarantotto scatenato dai Piemontesi per la Tav, qualche anno fa. Non mi sembra gente che si lascia inculare col sorriso quella. Mi sembravano piuttosto indiavolati nell’intento di salvaguardare il loro territorio.
    In Chiapas, regione tra le piu’ povere del Messico, ho visto impianti eolici perfettamente funzionanti, che neanche in Olanda… Eppure in Sardegna, che soffia di brutto, non gira niente.
    Ora, non credo che Rumiz sia mai stato in Bolivia, dove i problemi di cui parla sono reali, e di iPod non cé’ traccia.

    Allora Edo ti rivolgo una domanda stupida: chi ha ragione?

    Quelli che chiagn’ e fotte, come meglio non potevi definirli tu, ma che a volte qualcosa di buono han combinato, o quelli che fanno i primi della classe e poi inquinano piu’ di noi?

    Ciao

    Commento di Daniele — 25 Novembre 2009 @ 23:13

  4. Ciao Daniele, qui non è questione di chi ha ragione o torto. La mia protesta verte sul fatto che sta prendendo piede la critica fine a se stessa. Si tende a sentenziare che dove c’è privato c’è furto, e con tale atteggiamento si finisce per evitare ogni approfondimento punto e basta. Nessuna proposta, nessuna analisi pertinente i motivi del problema, e ci si vede alle urne, coem se tutto si risolvesse nei box di compensato della scuola rionale. La tutela del territorio deve diventare battaglia quotidiana. Il resto è tiritera. Per il resto, io inquino poco niente, mi documento e mi sento autorizzato a dire la mia.
    Voi due state bene? Pensate all’acqua ma continuate a non disdegnare la birra, mi raccomando. Saluti all’acero e alle sue foglie. Vi abbraccio forte.

    Commento di Edo — 25 Novembre 2009 @ 23:44

  5. Come dicono i Cree?

    “Only when the last tree has died and the last river has been poisoned and the last fish has been caught will we realize that we can’t eat money.”

    Commento di haero — 26 Novembre 2009 @ 00:01

  6. Con “il primo della classe”, mi riferivo al modello americano.

    Commento di Daniele — 26 Novembre 2009 @ 01:00

  7. La forza con cui scrivi coinvolge e spaventa.
    Molto bene.
    Giusto indignarsi quando si vede far merce delle ragioni per cui si combatte da anni. Ma se qualcuno applaude o meglio, se nessuno si incazza davanti a questi facili interventi la cosa è grave.
    Vuol dire che manca ancora tanta, tanta informazione e la coscienza comune in fatto di risparmio vive ancora le fasi primordiali di una crescita lunga da venire.
    In quanti sanno che per quest’anno dal 25 di settembre la nostra “azienda terra” è in deficit e magna e fotte sfilando di tasca le risorse alle generazioni future? Nella benpensante Vallèe, dove l’acqua scorre a fiumi e non ci è stato tolto ancora il piacere di bere da un ruscello, nessuno si è accorto di niente.
    Ma mi domando, Per quanto ancora ?
    E’ così difficile alzare la testa e guardarsi in giro ?
    E’ da metà degli anni ottanta che l’umanità fa la pipì fuori dal vasino, prima solo una goccia, poi due, poi quattro, poi otto…ed ora siamo al 40% di scritteriata diuresi.
    Me lo ricordo ancora lo sberlone sonoro di mia madre quando nel mio piccolo pagavo il prezzo di giovanili inperizie balistiche… cosa aspetta l’umanità per aggiustare il tiro ?
    I ricchi continuano ad azzuffarsi per rubare risorse ai poveri mentre il debito ecologico aumenta e ci mangia la terra sotto i piedi.
    E l’informazione ? quella che ti entra nelle case e ti rompe le palle alle otto di sera ? Su questo misteriosamente tace.
    Bah, evviva i portiapporti allora e anche gli annizero, che fra un pò ci ritorniamo veramente.
    Vorrei poter partire adesso, per vedere e mostrare a mio figlio quel poco ancora di sano ed integro c’è su questo pianeta; finchè dura.
    Gridano allo scandalo perchè si privatizza ?
    E che cosa hanno fatto per salvaguardare il bene acqua fino ad ora ?
    Di un fatto mi sono convinto col tempo:
    alle pie coscienze degli esseri umani si arriva solo passando dai portafogli; 10 euro a bicchiere deve arrivare, così magari la mira sul vasino si aggiusta un po’
    Notte va,
    stasera sono più incazzato di te.

    Commento di Mau — 26 Novembre 2009 @ 03:19

  8. Grazie Haero. Ecco cosa bisognerebbe tornare a fare: andare nei posti giusti a raccogliere scalpi. Invece ci estingueremo come i poveri Cree-sti.

    Commento di Edo — 26 Novembre 2009 @ 14:19

  9. No Dany, non c’era astio nella mia risposta. L’avevo compreso bene cosa intendevi. Grazie. Sempre più freddo in Canadà? Francy scalda abbastanza? ;-)

    Commento di Edo — 26 Novembre 2009 @ 14:20

  10. Grande Mau. Ore piccole vedo, eh? Col tuo grido furioso m’hai fatto sentire meno solo. Una sana incazzatura è quella che ci vuole, e vale assai più di tanti piagnistei di redenti intellettuali a zonzo per atenei a mietere sbadigli al grido di: che scandalo!!
    Com’è possibile che qualcuno si occupi di ambiente in un paesello dove i più alti vertici istituzionali sbandano fra tavolini infarinati, scroti di trans, ville certose da vendere ai mamelucchi, test antidroga da svicolare, fighe e scudetti? Un dramma annunciato di cui sarebbe bene occuparsi con maggiore serietà e amore del dettaglio, soprattutto quando si ha la fortuna di essere tanto letti ed ascoltati come taluni ben pagati giornalisti baciapile.
    Dai un bacio al piccolo e – hai ragione – portalo in fretta a vedere il mondo, ma non perché ci attende l’apocalisse, ma solo perché splendido e così lo dovrà conservare. Alla faccia di parlamentari e loro lustrascarpe.

    Commento di Edo — 26 Novembre 2009 @ 14:20

  11. è sempre uno spasso leggerti edo.
    vedo che non manchi di sollevare sturm und drang. esprimiti piu’ spesso, grazie.
    ciao! Gum.

    Commento di Gummo — 26 Novembre 2009 @ 16:52

  12. grande edo!

    Commento di Marco Camisani Calzolari — 26 Novembre 2009 @ 21:55

  13. Ciao Gummo-man, sempre fedele.

    Commento di Edo — 27 Novembre 2009 @ 13:08

  14. Grazie + grande Marco.

    Commento di Edo — 27 Novembre 2009 @ 13:09

  15. non era un critica distruttiva a quello che hai scritto, anzi molto di quello che scrivi lo condivido. ed è vero che è facile parlare e a volte anche straparlare dalla propria poltroncina. tuttavia bisogna tener presente che attraverso articoli di questo tipo si sensibilizza gente che magari non ne sapeva nulla. è la circolazione delle idee, ed è quello che fanno (o dovrebbero fare) i giornalisti. fare proposte è ammirevole, ma innanzitutto ci vuole una conoscenza profonda del problema, cosa che rumiz sostiene di non avere (occupandosene da poco), e poi questo non spetta necessariamente ai giornalisti. loro informano (o dovrebbero farlo).

    Commento di alba — 27 Novembre 2009 @ 17:45

  16. Alba chiara e cara, sempre grato a chi si sente in dovere di dibattere. Per cui mai pensato a tue inclinazioni distruttive.
    Sai cosa? Che al cospetto di queste forme di redenzione saltuaria, o quantomeno ritardata, ultimamente mi frana la fiducia sotto i tacchi. Ho provato a rileggere la relazione di Rumiz come mi hai consigliato e… continua a lasciarmi perplesso. La dispersione nel vuoto di questi saltuari e svogliati gridi d’allarme è ormai ampiamente dimostrabile, ma nessuno pare accorgersene. Hanno mai sortito risultati? Macché, si va peggiorando. Nulla di nuovo insomma, e il tempo stringe. Privatizzare fa paura? Vero. Comprensibile. Ma non facciamoci prendere dal panico. Piuttosto proviamo a ragionarci in senso costruttivo, anche perché i soldi da investire nella gestione dello zoppicante patrimonio idrologico, prima o dopo da qualche parte li dovremo trovare. Dire che tutto è una porcata punto e basta non è di nessun aiuto. Adesso poi ha preso pure piede l’assalto ai generatori eolici. Deturpano il paesaggio, come se l’approvvigionamento energetico si potesse ridimensionare ad un mero fatto estetico. Ho fatto un giro del mondo in cerca di soluzioni; a vedere solo i problemi sarei caduto in depressione da abuso di ovvio.
    Rumiz. Palese che la colpa è di chi l’ha invitato, se si può definire colpa chiamare una penna qualsiasi ma nota, tanto per riempire un aula che altrimenti andrebbe mezzo deserta. Parlare di acqua – tema ignorato istituzionalmente di suo – affidandosi a persone dal nome meno ridondante ma più preparate per cui stimolanti, sarebbe probabilmente stato un fallimento per l’auditel accademico. E allora evviva il rettore! Ma io la soddisfazione di fargli sapere che non hanno capito un cicca me la volevo levare. Credo solo nell’azione collettiva, quella sì che sarebbe un’innovazione, ma non è così che la si esorta. A Singapore cominciano presto. La tutela ambientale è materia scolastica, classi elementari. Nel meridione indiano da circa un decennio sono tornati ad istruire sull’importanza di raccogliere l’acqua piovana. Si lavora seriamente per la collettività. Si guarda a Copenhagen con apprensione e partecipazione. Qui si aspetta la legge infelice per dire la propria, diabolicamente indifferenti alle bottiglie di Evian vendute a 15 euro al litro come strenna natalizia. Lo scandalo è ben più ampio e radicato. Senza dati credibili, senza documentarsi a dovere, tanto più quando si frequentano le aule magne, non si sveglia la coscienza di nessuno e si spreca solo fiato, secondo me.
    Grazie di nuovo. Con stima e simpatia.

    Commento di Edo — 28 Novembre 2009 @ 01:07

  17. Credi davvero all’efficienza del privato?loro cercano solo di massimizzare i profitti quindi investire nella rete idraulica sarebbe per loro solo fonte di debiti(quindi lasciando esso allo stato,ovvio).
    Citi sempre paesi più o meno sviluppati, India sei sicuro che in tutte le case e sopratutto negli slum hanno l’acqua in casa?non hanno neanche le fogle!!, per l’America la cosa pubblica è sinonimo di stalinismo o socialismo reale, per questo la’è spinto il privato e non la giustizia sociale. In Inghilterra l’ente privato(fondo di investimento estero)che gestiste l’acqua a Londra è piena di debiti, in Francia il sindaco di Parigi sta pensando di far tornare l’acqua pubblica, e cosi in Germania, in America Latina mi pare in Bolivia appena fù privatizzata, il prezzo aumentò del 400% colpendo duramente i più poveri e lì ce ne sono tanti,purtroppo, creando il water-divide.In alcuni comuni italiani sono aumentati a prezzi esagerati e il servizio non è migliorato. Allora io sono una pazza di sinistra e ambientalista? perchè voglio che l’acqua rimanga pubblica, come altri in Italia e all’estero?L’unica cosa che condivido del tuo testo è di promuovere permanentemente nelle scuole l’educazione sull’acqua, come l’educazione civica, stradale e sessuale se queste cose non vengono fatte, ci sono degli ovvi motivi…Siamo sinceri alla gente quando ci sono le elezioni chiede solo il taglio delle tasse e non di migliorare la vergognosa rete idraulica (i tubi non si vedono e quindi non portono voti). Io invece chiederei l’ammodernamento della rete, e cosi allungo andare le tasse potrebbero abbassare.

    Divertente sul Ipod, non e lui ad ampliare la conoscenza, quella rimane sempre a discrezione della curiosità, se non l’hai lo riemperai sempre dei soliti gusti e qualità più o meno mediocri. Detto da una che è ultra appassionata di musica e che ama ancora il vinile(anche se ho l’ipod).

    Commento di goldenwater — 28 Novembre 2009 @ 03:20

  18. Ciao goldenwater (sarà mica pipì vero? :-)), non credo nel privato a tutti costi, figurati, credo solo nel fallimento degli schieramenti senza possibilità di replica. Io in quest’ultima mi ci crogiolo, a differenza di micromega e di coloro che ci scrivono, che mette a disposizione un spazio per i commenti, senza poi interessarsene minimamente. Vecchiume on-line. Porcheria neomediatica.
    Sono stato in India ad intervistare attivisti e capi d’industria fra i più celebrati, che sul problema in questione hanno molto da insegnare. Anche tu? Magari eri insieme al giornalista di repubblica? Per trovare slums senz’acqua non c’è bisogno di arrivare tanto lontano, ma non è questa la chiave di lettura ideale per discutere di soluzioni.
    Sinceramente, secondo te uno può presentarsi in un ateneo a discutere di acqua, e nel poco tempo a disposizione divagare di questo e quello, arrivando infine a vanificare lo sforzo attaccando iPod e cellulari (e la playstation allora?), di fronte ad una platea composta di individui tutti, o quasi, con iPod e cellulare in tasca? Un folle. O forse solo un incapace. Non è così che si creano movimenti di opinione, dai. Io quando presenzio ad una conferenza sul tema idrico non riesco a dire tutto quanto ci sarebbe da dire in un paio di ore. E questo invece arriva persino a perdersi fra l’eolico e Mr. 8000.
    Niente ventilatori? Quindi? Cosa propone in alternativa? Di mettersi un pannello solare in testa e provvedere da sé? No nuke, no wind, perciò? Tappezziamo il canalone dell’Aprica di piastrelle fotovoltaiche? Andiamo avanti coi combustibili fossili? Ancora per molto a bussare da Putin e Gheddafi? Bah. Che si facesse vivo e ce lo spiegasse, il signor Rumiz, neosapiente.
    Ti ringrazio per l’intervento. Ciao GW.

    Commento di Edo — 28 Novembre 2009 @ 13:29

  19. non mi sento in dovere di dibattere. dico soltanto che una seppur parziale diffusione di un problema può spingere qualcuno, come me, che non era informato su quel dato argomento a seguire la propria curiosità e informarsi. il catastrofisco non aiuta, e io non voglio discutere del valore o meno delle parole di un giornalista. dico semplicemente che se non avessi letto quell’articolo, non avrei letto il tuo e adesso non starei qui a parlare con una persona che ne sa più di me e da cui magari posso imparare qualcosa. circolazione delle idee. parlo dall’inizio soltanto di questo.

    Commento di alba — 28 Novembre 2009 @ 17:42

  20. Lo riconosco Alba. Hai ragione. Ed è sacrosanta. Senza l’apparizione di rumiz nella grotta avremmo perso un ghiotta occasione di dialogo. Questa gliela concedo :-D

    Commento di Edo — 28 Novembre 2009 @ 19:34

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