3 Aprile 2011

A-sociali un par di palle

SOA27 handbook

E c’è ancora chi persevera col reputare i marinai persone poco “socievoli”… Questo popò di materiale (il guidone del SOA, un utile e ben redatto manuale d’usi, trucchi e costumi, oltre a tessera, adesivo ed house organ societario semestrale) mi è stato recapitato a bordo qualche giorno fa – by airmail da Portsmouth – e rappresenta quanto viene inviato di diritto ai proprietari di Sabre27 di questo sempre più isotopico pianeta. È bastato segnalare il mio dissennato acquisto a chi di dovere.
Per farla breve, sono entrato a far parte della stravagante Sabre Owners Association. E ne vado orgoglioso di molto, dato che sono oltretutto tizi simpatici.
In Italia siamo solo in due, ma sommati a quanti risultano iscritti fra Inghilterra, Irlanda, Scozia, Galles e Stati Uniti, gli armatori di questa robusta e accattivante barchetta fanno un totale di 328. Robusta appunto, considerato che l’ultimo scafo prodotto dei 400 complessivi è del 1980. Insomma, direi che di “sciabole” all’altromondo ne sono finite poche, e mi toccherà non sfigurare.
Due tre cenni storici. La sua produzione è iniziata ufficialmente nel 1969 e si è conclusa nel 1980. Cantiere Marine Construction di Woolston. Disegno di Alan F. Hill. Prima apparizione al Boat Show londinese del 1969. Primo bagno nelle malfidate acque del Solent, per cui avvezza agli ambienti ostici e rissosi. Lunghezza 8.24 mt fuori tutto, baglio 2.80 mt, pescaggio 1.42 mt, dislocamento 3258 kg. (stica!), altezza max in cabina 1.83 mt… quindi solo tenere carezze per la mia calotta.
Riepilogando: un bella creatura incline a venti sostenuti, difatti fra poco più d’un mese la tiro su per lavori e a smotorare (e smadonnare) fra le bonazze estive mediterranee ci lascio gli altri. Prediligo la navigazione invernale. Non a caso ho pure il boiler dell’acqua calda! Lusso vero per un ventisette piedi.
Sono gradite le visite a bordo. Poche per volta però. Té fumante rigorosamente d’oltremanica, promesso. E se preferite uno scotch andiamo a bercelo allo yacht club e lo pagate voi.

Fair winds! And see you soon.

P.S. Dimenticavo: l’ho pagata quanto una motocicletta di seconda mano. Spero di non scoprirne a breve il motivo :-(
Passate a farci un giretto lo stesso?

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