Ma niente imboscamenti nel retro bar o sfide al biliardo come ai tempi di scuola… Dal 13 al 19 di Giugno sarò a gozzovigliare e ciarlare d’acque dolci e salate alla Festa della Marinera di La Spezia, occasione più unica che rara di vela e cultura marinaresca con contorno di musica, buone letture e vario rebelòt.
Dal momento che ho ben pensato di farmi condurre nel “poetico” golfo dalla mia Solemia, ho posticipato l’alaggio e, causa defezione dell’ultima ora, dovrei dico dovrei avere disposizione una cuccetta, di taglio piuttosto minimal ma confortevole.
Se decidete in tempi stretti (perché staremo stretti) fatemi sapere. Potete contattarmi in pvt per dettagli.
In caso l’equipaggio così formato, nonostante le bevute serali, dovesse mai reputarsi in grado di sopportare affanni e manifestazioni d’isterismo gratuito, non escludo la possibilità d’iscrizione a regata (una delle numerose previste), benché io poco le sopporti, ma sarà tanto per sommare cagnara alla cagnara. Forse due giorni di posto acqua a Porto Lotti aggratis, dopodiché si tratterà di spartire i costi di 4 nottate al transito. Magari si va alla Marina di Fezzano che costa meno, e ci si sposta a remi, o su tender compiacenti, oppure sulla schiena dei sottomarini che talvolta fendono la superficie da quelle parti. Boh, vedremo, chissà.
Sayonà cumpà!
Il vecchio ed eroico Rainbow Warrior, la nave dei “guerrieri” di Greenpeace che di tutto ha fatto e visto pur di provare a salvare i nostri marcescenti oceani, va in pensione. Ma un nuovo “soldato di pace” galleggiante è in fase di allestimento, e un metro quadro di dacron della sua stay sail (una delle vele di prua) gliel’ho pagato io. Piacerebbe anche a molti di voi, suppongo, figurare fra chi ha contribuito alla sua costruzione ed avere il proprio nome inciso sottocoperta a sempiterno ricordo del proprio amore per il mare, no? Che secondo me porta persino bene. Ottimo, allora fate come me, è facilissimo. È sufficiente visitare il nuovo e bellissimo website della Rainbow (Favourite Website Award del mese, oltretutto), entrare nella sezione dello shopping online, scegliere fra le attrezzature ancora disponibili e concludere l’acquisto. Bastano anche un paio di guanti da 6 euro…
Tsunami a parte, gli oceani da soli non possono difendersi dal sempre più famelico genere umano, aiutiamoli noi pochi rimasti. Uniamoci all’arcobaleno e contribuiamo alla lotta. Ci vuole davvero poco.
«Facciamo un giro nell’entroterra?» mi fa ieri mattina Donatella spalancandomi sotto il naso uno di quegli opuscoli per turisti distribuiti nei carruggi ponentini «Oggi tira troppo vento per uscire con Nico che fa tarzan in pozzetto».
«Maporcavacca» penso io. Proprio quando il meteo è sfavorevole cosa c’è di meglio che restarsene sottocoperta a sfogliare quotidiani e carte nautiche? Rollo, Canossi, Molino, Colla Micheri: nomi che non dicono nulla che oltrepassi quanto già m’aspetto. Minuscole quanto graziose località abbarbicate sulla prima collina rivierasca dove fotografare chiavi di volta, pietre ben ordinate, vasi fiorati e, ben che vada, bersi l’ennesimo caffè di cui al momento non avvertirei la minima necessità.
«Mmm… Sì, okay, magari dò giusto un’occhiata alle notizie e poi…»
«Colla Micheri ad esempio!» mi interrompe lei intimorita per nulla dalla mia voglia di flanella «Dev’essere carino. Pare vi dimorò e morì un navigatore norvegese, tale Tor Eie… Elerdar… no scusa… Tor…»
«Intendi Thor Heyerdahl forse?!?» non ci posso credere. «Stai scherzando… fa un po’ vedere?» È lui per davvero! Thor Heyerdahl, l’archeologo e antropologo protagonista di quella che tuttora rappresenta una fra le più mitologiche esplorazioni a vela del dopoguerra, quando a bordo dell’improbabile Kon-Tiki, una fragile imbarcazione in balsa assemblata secondo antiche metodologie incaiche, si fece trasportare per 101 giorni sulla corrente di Humboldt dal Perù fino all’atollo polinesiano di Raroia, comprovando le argonautiche procedure di colonizzazione degli oceani. Da tale pazzesca avventura ricavò altresì un bel libro, di cui vi consiglio la lettura, ed un film che gli valse l’Oscar 1952 nella categoria documentari. Poi venne il tempo di mettere in acqua il Ra II, col quale traversò l’Atlantico dal Marocco alle Antille, quindi il Tigris, a bordo del quale navigò a scopo scientifico dalle sabbie di Babilonia a Gibuti. Un impareggiabile navigatore d’altri tempi insomma, come solo i norvegesi sanno essere. Per dire, se Indiana Jones fosse mai esistito per davvero, Thor si sarebbe sentito in diritto di prenderlo a calci in culo. Dopodiché? Colla Micheri! Maddai!! Fiabesco borgo a strapiombo sulle acque cobalto di Laigueglia nei cui soleggiati anditi trascorse con grande felicità gli ultimi 30 anni di vita, scaduti il 18 aprile del 2002, esattamente 55 anni dopo la storica partenza da Callao sulla barchetta di legni e canapi annodati. Roba da matti! Cosa mi sono perso…
«Ho girato tutto il mondo, ma non v’è luogo dove mi sia sentito più a mio agio di qui!» amava replicare a chiunque gli domandasse i motivi di tale domicilio.
Colla Micheri… Colla… buffo suffisso per un nome di località. Certo qualcosa di “adesivo” questo posticino deve pur avercelo, dal momento che è riuscito a tenersi tanto stretto, e così a lungo, un simile vagabondo dei mari.
«Non sa dirmi quale fosse casa sua?» domando al gestore dell’unica osteria del borgo.
«Non ne ho idea…» mi risponde quest’ultimo sbrigativamente. «Ciò che so dirle ribadisce né più né meno quanto sta scritto sul cartello appeso fuori la chiesetta…»
Quel laconico tabellone col cognome riportato sbagliato!? evito di specificare per non apparirgli un fanatico, ripiegando invece su un «Possibile che non abbiate pubblicazioni che approfondiscano un minimo la faccenda?» con tanto di espressione tra le più incredule del mio repertorio.
«Naaa! Lo so, spiace…» mi raffredda l’oste facendo spallucce «il Comune dovrebbe in effetti occuparsene di più, ma sa com’è…» chiude mezzo avvilito riaccomodando le tazzine sopra una Faema da antiquariato.
Impossibile saperne di più? Su Thor Heyerdahl? Bestie che non siamo altro. Toccherà ritornarvi presto per approfondimenti. Al momento rimane negli occhi l’incanto di questo scorcio di paradiso, lo stesso ammirato per tre decadi da uno che di paradisi se ne intendeva, ed un cartello appeso all’ombra di un ulivo che dice: vendesi alloggi. Telefonare al… Apperò! La mia barchetta dopotutto è a soli 3 chilometri da quassù! Quasi quasi chiamo. Casomai vincessi qualche lotteria
Curiosità nella curiosità. Thor Heryerdahl rivestì pure i panni dell’attore in un ruolo a lui decisamente indicato: il pirata. Il lungometraggio in questione è fra i più noti di quelli di Pippi Calzelunghe. Potete vedere qui il suo grugno nordico a partire dal minuto 1:43…