28 Novembre 2008

Cuneo,

> Global warming — Edo @ 13:33

Dunque. Mi hanno invitato in qualità di relatore a uno degli incontri sul tema Acqua - accadrà a Marzo - che si tengono a Cuneo annualmente. Magnifica ed utile iniziativa. Di conseguenza ho fatto una breve ricerca di testimonianze su tale evento, scovando questo vivace videosiparietto verificatosi la scorsa edizione fra Luca Mercalli ed un altro relatore, cacciatore di scie chimiche. Tralasciate l’intro (troppo enfatica e montata così così) ma non perdetevi la contesa a colpi di fantascienza ed algoritmi.
Personalmente non ho ancora un’idea molto limpida circa le aerofagiche scie celesti, mentre ce l’ho un po’ più chiara sulla legge di Clausius Capeyron citata dal Mercalli, che prova in definitiva come ad avvenuta evaporazione tutto venga regolato dall’instaurarsi dell’equilibrio dinamico, facendo sì che l’acqua si riposizioni più o meno al punto di partenza (semplificando). Non per niente la quantità di acqua superficiale presente sul nostro pianeta è sempre la medesima. Quella “superficiale” ho scritto, si noti bene. Perché nei fatti, i maggiori problemi di rifornimento idrico li sta creando il prosciugamento delle falde sotterranee. Ho fatto il giro del mondo per impararlo, per mari e per terra, sicché concedetemi un minimo di voce in capitolo. Sarebbe a dire che insistendo ad attingere da tali giacimenti allo scopo di vendere acque in bottiglia, bibite carbonate oppure irrigare coltivazioni cash-crop, finiremo per lasciare inevitabilmente certi luoghi all’asciutto e alla sete nera. Prosciugare a colpi d’idrovore in un paio d’anni un pozzo che magari ne ha impiegati 100 per riempirsi, significa matematicamente prenderlo nel culo, nel caso non fosse chiaro il concetto (legge del Passarella).
Comunque, a Marzo ci sarò, e non vedo l’ora di dire la mia. Magari utilizzando metafore meno crude… magari no.

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30 Giugno 2008

Milan

> Global warming — Edo @ 16:39

Milano, 30/06/2008 - Prove generali di “global warming” nella metropoli lumbarda. Che non venissero più a dirmi che l’inesorabile processo di “tropicalizzazione” dell’Europa è una baggianata. Nemmeno siamo a luglio, e già Milano si attrezza a combattere la calura come ho visto solo a Bombay, o Singapore. Ci sono stato pochi mesi fa, perciò fidatevi.
Due giorni addietro i quotidiani cittadini annunciavano l’inaugurazione delle Case dell’Acqua, una sorta di piyao indhu style, chioschi piastrellati dai quali fare il pieno d’acqua municipale (liscia o gassata) ed evitare la sincope da disitradazione. Due postazioni attualmente in funzione nell’hinterland milanese, altre in arrivo. Chioschi dell’acqua, ne più ne meno. Nel subcontinente abbondano da sempre. A Milano non se ne sentiva la mancanza fino ad una manciata d’anni orsono.
Con la testa a ritroso nel mio recente passato “mumbaiano”, scendo a prendere un treno MM e mi ritrovo avvolto da volute di vapore, nubi refrigeranti sparate su pendolari e turisti da una sfilza di ventilatori sospesi lungo tutta la banchina della metrorossa. Armo il mio cellulare e registro un minivideo da demandare ai posteri, pensando che dovremmo cominciare a spegnere tutti ’sti cazzo di condizionatori, prima che siano guai grossi.

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18 Giugno 2008

Greenpeace

> Global warming — Edo @ 17:23

La Manga del Mar Menor

Barcellona, 18 giugno 2008
All’Expo di Saragoza si parlerà quasi esclusivamente di acqua, e allora non ho resistito all’idea d’una capatina in Spagna a veder di organizzare una visita all’esposizione internazionale nei prossimi giorni. Intanto mi sono fermato a Barcellona, dove sfogliando quotidiani ti scopro una patata bollente fra le mani di Greenpeace! Un’elaborazione grafica realizzata dalla nota organizzazione ambientalista, e pubblicata su Photoclima, libro di recente pubblicazione che illustra i futuri (e tragici) sconvolgimenti climatici da “effetto serra” sul territorio spagnolo, ha mandato su tutte le furie immobiliaristi, cittadini e commercianti che su tale regione hanno investito denaro, sogni ed ambizioni.
Il fotomontaggio che vedete (enlarged), descrive ciò che potrebbe accadere al litorale de la Manga del Mar Menor (Murcia), in caso di innalzamento degli oceani dovuto al surriscaldamento climatico intorno all’anno 2050. Un abile intervento di photoshop che potrebbe costare alla ONG la bellezza di 27,2 milioni di Euro, una cifra che, come dichiara l’avvocato José A. Abad incaricato da Inversiones Dos Mares SL, pare destinata a crescere di minuto in minuto.
La risposta dei “guerrieri dell’arcobaleno” non s’è fatta attendere: “Un indennizzo? Ridicolo. Quelle immagini sono basate su informazioni diffuse dall’ONU e dal Ministero dell’Ambiente. Che intendono quindi fare? Chiedere soldi anche a loro?”
Divertente ed illuminante il resoconto che fa di tale accaduto il giornalista spagnolo di El Periòdico Juan Ruiz Sierra: Photoclima fu annunciato come un libro che esorterà il popolo all’azione! Sì, all’azione “legale”.
Personalmente sono curioso di vedere come andrà a finire la diatriba.

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