Pochi giorni fa è stata inaugurata nel porto di Savona una raccolta ma interessante mostra dedicata ai numerosi ex-voto marinareschi distribuiti nelle numerose pievi del savonese. A fare gli onori di casa all’interno della minimale chiesa della Stella Maris ci ha pensato il quasi centenario Don Genta, 93 anni spesi ad accogliere, soccorrere e rifocillare le migliaia di marittimi passati in tanti decenni da questo storico porto.
Don Genta ha fatto in tempo ad assistere all’ormeggio degli ultimi vascelli a vela, e vi assicuro che a voler ascoltare tutti i suoi resoconti marinareschi c’è da perderci qualche anno senza annoiarsi.
In questo porto mio padre ha prestato servizio d’assistenza durante gli ultimi anni di vita, ci ha intrattenuto i lavoranti che sbarcavano dalle grandi navi col suo piano e vi ha raccolto splendide amicizie fra i tanti che, come ha fatto lui, incappellano le loro cime a queste bitte. Quando mi capita di trascorrere qualche ora in compagnia di queste anime salate, ci sto una meraviglia, e dovesse mai capitarvi di passare per la Stella Maris di Savona porto, fate un saluto all’anziano parroco che pare un ragazzino. Non ve ne pentirete.
Tra i più noti e citati navigatori a vela, il suo nome lo vedrete apparire di rado. Eppure Manfred Marktel ho scoperto di recente essere tra coloro che hanno saputo affrontare questa irrefrenabile passione come pochi altri, ovvero con cuore ed istinto puro. Stop. Oltretutto siamo entrambi legati da particolare affetto alla città di Savona, la sua Lega Navale ed il suo porto, la qual cosa me lo rende, fra l’altro, oltremodo simpatico.
Il suo website è un palese esempio di come NON vada progettato e realizzato un sito internèt (su 50 foto riesco a visualizzarne 5 o 6…), ma la sua storia e le sue esperienze di mare sono talmente corpose e sapienti, che se ne tralasciano volentieri i contenuti estetici. In compenso vi consiglio la lettura del suo libro, pubblicato nel 2004: Mare, traversate, amici, tartarughe e tanti dubbi - Edizioni Saviolo. Dubito lo possiate ancora trovare in libreria, ma sono certo che contattando la casa editrice riuscirete a procurarvelo.
Quello che i brasiliani sono bravi solo a calciar palloni e rassodarsi le chiappe in spiaggia, è luogo comune fra i più volgari ed insensati.
In fatto di navigazione a vela, per esempio, sono da levarsi il cappello. Chiunque abbia avuto la fortuna di leggere i libri di Amyr Klink ne sarà già al corrente (quello che vi consiglio qui se non l’avete letto è una vergogna), ma grazie a due giornalisti-velisti di Fortaleza con i quali sto collaborando ultimamente, vengo a scoprire che anche sul web sanno esprimere la loro passione per il mare magnificamente. Il sito del Turismo Nautico Brasiliano lo conferma. Pare sia in lavorazione anche la versione in lingua italiana, sebbene la possibilità momentanea di esplorarlo in portoghese, inglese, francese e spagnolo sono certo che non ne impedirà il più estatico godimento, tanto della veste grafica quanto della ricchezza in contenuti, presentati alla grande. Itinerari con splendide foto, lista delle carte nautiche, meteo, calendario degli eventi, descrizione di porti e facilities, carte delle maree, avvisi ai naviganti… non manca davvero quasi niente. Nelle schede dedicate ai porti (12 in tutto) ci ho perso addirittura una mezza giornata.
Sarei felice ne prendessimo spunto anche qui da noi in Italia. Perché il rilancio del turismo, a mio parere, passa anche dalla capacità di divulgare informazioni restando ben ancorati ai tempi che cambiano, non solo ai prezzi che salgono.
Vuoi vedere che la “brugolina” finisco per metterla in acqua? He he he, scherzi a parte, a quanto pare la redazione del blog IKEA ha trovato nella mia legnosa idea qualcosa di cui valga quantomeno la pena di parlare. E li ringrazio.
Chissà che un giorno non si riesca a veder per mare qualche triangolino bianco in più, e qualche ciabattone a motore in meno. Grazie IKEA, la segelbåt adesso è tutta vostra, fatene ciò che vi pare ma fatela galleggiare.
Folgorato sulla via di Agunnaryd - Ogni qualvolta ho a che fare con un kit di montaggio IKEA, rimango basìto dalla sua capacità di condurti al risultato finale con una percentuale di fallimento che sfiora lo zero. Insuperabili svedesi. Con un poco di tempo e pazienza, seguendo alla lettera delle semplici illustrazioni, quella che pareva una brutta gatta da martellare si trasforma in una minicucina multifunzionale, un divano-letto oppure una scarpiera di design. Tutto ciò grazie a chiavetta e cacciavite, nonché ad alcuni cerebrodotati residenti nei pressi del circolo polare che davvero non ne sbagliano una.
Giorni fa ero alle prese con il liturgico assemblaggio di un guardaroba kullen, quando accomodando l’ultima antina mi s’è ormeggiata in un’ansa del cervello una pensata nemmeno tanto astratta (che non è da me), una sorta di visione in tutto simile a quella che ho ricostruito nella foto soprastante, accompagnata da una domanda: ma cosa aspettano a progettare una barchetta a vela in legno, autocostruibile? La scandinavia non difetta di esperti nel settore. Basterebbe affiancargli un mastro di brugola IKEA ed il gioco è fatto.
Compensato marino, costole, madieri, paramezzale, albero e via dicendo; qualche metro di cavo sintetico, brugole (magari di rame), triangoli di dacron e una treccia di stoppa per calafatare. Bitume, una passata tripla di smalto, e mi sono fatto la barchetta in garage. Una segelbåt in legno. Ho già pronta la classe di merito: la brugolina. Appellativo che ho subito canonizzato ufficializzandone l’esistenza su Wikipedia.org. A quest’ora mi avranno già bannato… difatti.
“Cala Junco parve addobbarsi d’oro e perline,
al comparir di sette brugoline…”
Potrebbero metterla in palio fra gli acquirenti, chessò, servendosi d’una raccolta punti. Con 200 punti ti arriva a casa la timoneria, di seguito drizze e bozzelli, poi le vele, e alla via così, con istruzioni in dispense separate. Raggiunti i 20.000 sei pronto a mettere le chiappe all’asciutto davanti alla villa di Clooney, o sbeffeggiando i bagnanti di Cesenatico. Sulla tua brugolina ad armo aurico.
Lo troverei un ottimo strumento promozionale, oltretutto bello carico di messaggi eco-ambientalisti (so quanto gli svedesi ci tengano).
Me la fate?
Il web 2.0 prende il largo! Nasce Blumapia: un social network per navigatori del mare ricco di informazioni, con tanto di web-TV, mappe, servizi e contatti, gestito e realizzato da velisti in peregrinazione che amano spartire e ricevere notizie di viaggio, nonché consigli, tramite foto, video e testi.
Il tutto comodamente consultabile dal proprio telefono mobile! Deliziosamente innovativo ed utile, direi. Da una prima occhiata le aspettative paiono enormi.
Di seguito un breve video dimostrativo:
Consiglio di esplorare attentamente le virtù e potenzialità del sito, sebbene sia ancora in fase di definizione la versione Beta. Ancora non si riesce a daunlodare l’applicazione per il cellulare, ma pare sia questione di poche settimane. Fondamentale dare una rinfrescata al proprio inglese.
Intanto vale la pena di divulgare l’iniziativa e registrarsi. L’ho appena fatto.
Dagli amici di National Geographic, un divertente giochino per chi sogna di vedere ondeggiare la propria scrivania al largo di Finisterre. Dovrebbero includerlo nei corsi di patente nautica! Con quel che si vede per mare, una ripassatina di “vira e stramba” aiuterebbe. Take the helm!
Qualcuno potrà trovare interessante anche quest’altra pagina.
Comunque tutto da esplorare, senza stress.