10 Settembre 2008

Il destino cinico e baro d’un grande pescatore

Ross Roger Heslop Millichamp è uno dei più noti pescatori alla lenza della Nuova Zelanda, redattore del magazine Fish and Game ed autore di libri di rango. Sconsiglio di andare a pescare salmoni laggiù senza aver letto la sua “opera omnia”: Salmon Fever. Una vera bibbia per gli appassionati di stivaloni di gomma, canne telescopiche e mulinelli.
Ho avuto il piacere di conoscerlo ed intervistarlo nel luglio dello scorso anno, durante la mia avventura giromondana al capezzale dell’acqua.
Non amo le attività di sua competenza, ovvero la caccia e la pesca, tuttavia ero curioso di capire cosa avesse drammaticamente decimato la fauna ittica locale, con relativo abbattimento delle giornate totali dedicate alla pesca, passate da 12.619 nella stagione 94/95, a 3749 nel 2005. La cosa potrà apparire una stronzata, ma in NZ è faccenda da lutto nazionale.
Pochi mesi dopo il nostro incontro, durante una battuta di pesca di blue cod e barracuda nei pressi di Steward Island, Ross viene addentato ad un piede da un esemplare di pesce non ben identificato, con conseguente e rarissima infezione batterica da streptococco seguita da necrosi muscolare. A quel punto, l’unica soluzione in grado di salvargli la vita è stata l’amputazione di entrambe le gambe sotto il ginocchio.
Mi viene da pensare che i pesci siano animaletti terribilmente vendicativi, nonché grandissimi figli di tro…ta.
Ross Millichamp è un personaggio di contagiosa simpatia e straordinario coraggio. Non meritava tutto questo, e sono certo che tornerà presto a risalire la corrente come promette a chiunque gli chieda come sta messo. Forza Ross!
Le immagini da metà video in poi sono state realizzate da TVNZ.

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23 Luglio 2008

La Via della Sete galleggia sul Po

sangiacomo

La mia Via delle Sete, documentario giromondano sulle stato di salute dell’acqua, sbarca nuovamente a Torino.
Venerdì 25 luglio e sabato 26 alle ore 18, in occasione della festa di S. Giacomo sul lungo Po, tornerò a tormentare i presenti sull’attuale mala condizione in cui versano le risorse idriche del nostro pianeta, come già fatto in occasione del Salone del Libro.
Non penso riuscirò a presenziare, ma sono certo che Stefano Moretto saprà sostituirmi alla grande.
Con l’occasione vi auguro vacanze da sballo, sempre che siano rimasti i soldi per farle…

Per info:
www.educazionesostenibile.it/
www.110.unito.it/

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10 Luglio 2008

Barca a vela IKEA? Se po’ fà

segelbåt-ikea
Folgorato sulla via di Agunnaryd - Ogni qualvolta ho a che fare con un kit di montaggio IKEA, rimango basìto dalla sua capacità di condurti al risultato finale con una percentuale di fallimento che sfiora lo zero. Insuperabili svedesi. Con un poco di tempo e pazienza, seguendo alla lettera delle semplici illustrazioni, quella che pareva una brutta gatta da martellare si trasforma in una minicucina multifunzionale, un divano-letto oppure una scarpiera di design. Tutto ciò grazie a chiavetta e cacciavite, nonché ad alcuni cerebrodotati residenti nei pressi del circolo polare che davvero non ne sbagliano una.
Giorni fa ero alle prese con il liturgico assemblaggio di un guardaroba kullen, quando accomodando l’ultima antina mi s’è ormeggiata in un’ansa del cervello una pensata nemmeno tanto astratta (che non è da me), una sorta di visione in tutto simile a quella che ho ricostruito nella foto soprastante, accompagnata da una domanda: ma cosa aspettano a progettare una barchetta a vela in legno, autocostruibile? La scandinavia non difetta di esperti nel settore. Basterebbe affiancargli un mastro di brugola IKEA ed il gioco è fatto.
Compensato marino, costole, madieri, paramezzale, albero e via dicendo; qualche metro di cavo sintetico, brugole (magari di rame), triangoli di dacron e una treccia di stoppa per calafatare. Bitume, una passata tripla di smalto, e mi sono fatto la barchetta in garage. Una segelbåt in legno. Ho già pronta la classe di merito: la brugolina. Appellativo che ho subito canonizzato ufficializzandone l’esistenza su Wikipedia.org. A quest’ora mi avranno già bannato… difatti.

“Cala Junco parve addobbarsi d’oro e perline,
al comparir di sette brugoline…”

Potrebbero metterla in palio fra gli acquirenti, chessò, servendosi d’una raccolta punti. Con 200 punti ti arriva a casa la timoneria, di seguito drizze e bozzelli, poi le vele, e alla via così, con istruzioni in dispense separate. Raggiunti i 20.000 sei pronto a mettere le chiappe all’asciutto davanti alla villa di Clooney, o sbeffeggiando i bagnanti di Cesenatico. Sulla tua brugolina ad armo aurico.
Lo troverei un ottimo strumento promozionale, oltretutto bello carico di messaggi eco-ambientalisti (so quanto gli svedesi ci tengano).
Me la fate?

affissione IKEA - ricostruzione photoshop

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2 Luglio 2008

Cittadino degli oceani

passaporto-oceano
Da alcuni giorni sono “cittadino dell’Oceano”, con tanto di passaporto, mica balle. Di questi tempi la doppia cittadinanza può far comodo, tanto più se la nuova patria di riferimento è di spropositata bellezza come l’oceano. Ma personalmente va bene anche il primo porto raggiungibile.
Nulla di cui io possa vantare l’esclusiva, non preoccupatevi. Anzi, più saremo e meglio sarà, per gli oceani e quindi per tutti noi, perciò fatelo anche voi. È facile ed istruttivo. Diventate cittadini dell’Oceano.
Il documento contiene un pratico ed utile promemoria circa l’atteggiamento responsabile che ogni “cittadino galleggiante” dovrà osservare nei confronti del mare, con specifiche osservazioni sul tema ed indispensabili nozioni da acquisire e divulgare. Tutto questo contenuto in un vero e proprio passaporto.
L’iniziativa è sostenuta dal World Ocean Network, Acquario di Genova, Pianeta Azzurro e Festival della Scienza, e penso rientrerà di diritto e con grande orgoglio nella mia prossima esplorazione terracquea.
Grazie a Stefano Moretto che mi ha affidato il passaporto ed accolto in questa nuova, straordinaria patria colorata di blu.

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11 Giugno 2008

WOW!

> extreme adventures — Edo @ 17:01

zac_up_mast

Zac Sunderland quindi parte. Fra due giorni esatti. Un record l’ha già messo in saccoccia: il più giovane circumnavigatore del globo nella storia della vela. Nato a Marina del Rey California poco più di 16 anni orsono, il ragazzino di vela ne capisce, come ne capiva la famiglia di navigatori da cui proviene. Il suo Intrepid è attrezzato come un carrarmato e come dargli torto, il buon marinaio preferisce prevenire, e poi la mamma vuol vederlo tornare.
Se volete esser testimoni di un’impresa bella salata, contattatelo sul suo post:
www.zacsunderland.com/blog/
oppure andate a vedervi qualche foto e video qui.

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10 Aprile 2008

Mare,

> extreme adventures — Edo @ 10:28

Mitologico Cino Ricci! Se l’immagine universale della Cina è ultimamente in netto ribasso, quella del Cino nazionale rimane stabile e schietta. Sarà che noi marittimi siamo gente… superficiale. Quattro chiacchiere fra vecchi amici riprese alla bell’e meglio col mio cello japaney (N95), rifinite a sorsate di bianco maledendo la Federvela. Enjoy!

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