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	<title>Edo Passarella</title>
	<link>http://www.edopassarella.com</link>
	<description>Un giro del mondo... a pelo d'acqua</description>
	<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 15:25:33 +0000</pubDate>
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		<title>Briscola londinese con fanti, regina e asso di coppa&#8230; america</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 13:31:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[extreme adventures]]></category>

		<category><![CDATA[Libertà di pensiero e d'informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[
Carte. A Londra è bene averle sempre con sé, principalmente quella per orientarsi nel tubo sotterraneo. Se no ti smarrisci, perdi un sacco di tempo e ti smaroni al pensiero che hai pure versato 4 esorbitanti pounds per agitarti in quei cubicoli come una falena nel paralume.
Regina. Non s&#8217;è fatta intravedere manco stavolta.
Fanti. Ne ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/7689124@N06/4351298256/" title="explorer-board by edopassarella, on Flickr"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4002/4351298256_3bc2f2e4e5.jpg" width="375" height="500" alt="explorer-board" /></a></p>
<p><strong>Carte.</strong> A Londra è bene averle sempre con sé, principalmente quella per orientarsi nel <a href="http://www.afn.org/~alplatt/tube.html">tubo sotterraneo</a>. Se no ti smarrisci, perdi un sacco di tempo e ti smaroni al pensiero che hai pure versato 4 esorbitanti pounds per agitarti in quei cubicoli come una falena nel paralume.<br />
<strong>Regina.</strong> Non s&#8217;è fatta intravedere manco stavolta.<br />
<strong>Fanti.</strong> Ne ho visti sfilare un <a href="http://www.flickr.com/photos/7689124@N06/4350555269/sizes/o/in/photostream/">reggimento</a> suddiviso in plotoni sul vialone antistante Buckingham Palace, in commemorazione di non so quale guerra civile. Merda di cavallo, uniformi medievali, lance, archibugi, pim, pum, grida circensi. La regina ci sarebbe stata a fagiolo! Su d&#8217;uno scranno dorato ad agitare la manina. Invece, ripeto, nisba.<br />
<strong>Due di bastoni.</strong> Ero certo l&#8217;avrebbe intascato <a href="http://www.selvatiko.com/pagine/homepage.htm">Mauro</a> – amico cicloturista-estremo in trasferta oltremanica con me – dalla sua agognata <a href="http://www.fusionmodels.co.za/details.aspx?nav=&#038;modelid=332347&#038;subid=5193&#038;mainsubid=5193&#038;indx=0&#038;btnx=&#038;locate=0">Brigitte</a>, modella angloslovena domiciliata nella City, passata in pochi anni dalle cosce al vento nell&#8217;abitacolo d&#8217;una opel, all&#8217;anitra WC, che al contrario delle mie previsioni ha mantenuto la parola e s&#8217;è unita alla compagnia per una sera. Brigitte, non l&#8217;anitra.<br />
<strong>Spade</strong> (che perdono sempre a scontrarsi coi denari). Conficcatesi nello stomaco quando mi sono offerto di pagare il conto di 3 pizze (la mia più quelle di Mauro e Brigitte), da <a href="http://www.pomodoro.co.uk/">Ciro Pizza Pomodoro</a>, tempio (una catacomba) londinese della pizza&#8230; fatta male. Tra i suoi estimatori il jet-set internazionale ed i volti più noti di hollywood, notoriamente più avezzi alla fermentazione dei graspi che a quella dei lieviti. Novantacinque sterle per 3 &#8220;american hot &#8221; e 75 cl di chardonnay. Minchia.<br />
<strong>Carico.</strong> Lo gioco ogni qualvolta mostro le foto del mio piccolo Nico. Bello all&#8217;inverosimile. Al punto che pure a Brigitte, nel vederlo, è venuta voglia di fare un figlio. Ma non con Mauro, bensì con un petroliere moscovita che pare averla da poco assunta in qualità di personal assistant. A quest&#8217;ora starà già facendo shopping ai magazzini GUM masticando kaviar. Sorry Mauro.<br />
<strong>Asso di Coppe&#8230; America.</strong> È <a href="http://www.out95.com/team_2006.html">Alex Ashworth Briggs</a>, – londinese residente a Losanna per esigenze professionali – che <a href="http://www.out95.com/boldorreport_2006.html">progetta</a> gli scafi in carbonio con i quali Bertarelli ed il suo Alinghi stanno regatando la Coppa America a Valencia.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/7689124@N06/4350575549/" title="alex-e-co by edopassarella, on Flickr"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4044/4350575549_5829837b30.jpg" width="500" height="375" alt="alex-e-co" /></a></p>
<p>Ho pranzato con lui e sua moglie in un&#8217;oleosa rivendita di fish&#038;chips accanto alle <a href="http://www.horticultural-halls.co.uk/">Horticultural Halls</a>. Simpatico e preparato, avrei scambiato con lui opinioni di vela e navigazione fino a tarda notte molto volentieri, se il rischio di soffocamento da aria fritta non ci avesse costretti a chiudere in fretta pasto e conversazione. Giacche da buttare. Sarà per la prossima volta, magari all&#8217;aria aperta.<br />
Nel complesso: <a href="http://www.adventuretravellive.com/">Travel Adventure Live Show</a> andato una meraviglia. Due giorni di <a href="http://www.adventuretravellive.com/visitor_information_show_features_explorer_workshop.php">conferenze</a> sui miei viaggi-avventura durante i quali <a href="http://www.flickr.com/photos/7689124@N06/4351302636/sizes/o/">me la sono cavata dignitosamente</a>. Bella gente, <a href="http://sam-mcconnell-expeditions.com/">Sam McConnell</a> su tutti, fruttuosi incontri, gradevoli ed utili <a href="http://www.rgs.org/OurWork/Fieldwork+and+Expeditions/Fieldwork+Expeditions.htm">scoperte</a> per chi gira il mondo di professione.<br />
Per un esploratore la terra d&#8217;albione è un vero eldorado.</p>
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		<title>Le città acquatiche di Diana Balmori</title>
		<link>http://www.edopassarella.com/2010/01/03/le-citta-acquatiche-di-diana-balmori/</link>
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		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 11:10:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Acqua da leggere]]></category>
<category>acqua</category><category>ambiente</category><category>architettura</category><category>Bollati Boringhieri</category><category>Diana Balmori</category><category>ecosostenibilità</category><category>edo passarella</category><category>fiumi e città</category><category>tutela del territorio</category>
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		<description><![CDATA[
In tempi alluvionali come quelli che viviamo ultimamente – anche qui nella neo-monsonica Italia – consiglio un libro illuminante, da conservare e divulgare a più non posso:
Tra fiume e città - Paesaggi, progetti e principi., edito da Bollati Boringhieri. Una ventina di progetti, qualcuno realizzato qualcun altro no, di città e agglomerati urbani in tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bollatiboringhieri.it/scheda.php?codice=9788833920061"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4029/4240443072_ec5dcc9fe0_o.jpg" width="200" height="210" alt="Balmori cop. OK:copertina 148x220 Giardini" /></a></p>
<p>In tempi alluvionali come quelli che viviamo ultimamente – anche qui nella neo-monsonica Italia – consiglio un libro illuminante, da conservare e divulgare a più non posso:<br />
<a href="http://www.bollatiboringhieri.it/scheda.php?codice=9788833920061">Tra fiume e città - Paesaggi, progetti e principi.</a>, edito da Bollati Boringhieri. Una ventina di progetti, qualcuno realizzato qualcun altro no, di città e agglomerati urbani in tutto il mondo, dove l&#8217;acqua non è più interpretata come nemico da allontanare o addomesticare tramite barriere e contrafforti illusoriamente invalicabili, bensì quale parte intregrante del paesaggio, preziosa ed amabile alleata con cui convivere.<br />
L&#8217;autrice è <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Diana_Balmori">Diana Balmori</a>, spagnola, architetto paesaggista e urbanista riconosciuta a livello internazionale che ha vissuto tra Spagna, Inghilterra e Argentina prima di insegnare alla State University di New York e alla Yale School of Architecture.<br />
Circa il contenuto vi anticipo un breve estratto:<br />
<em>&#8220;I fiumi, un tempo fondamentali per determinare l’ubicazione di una città, sono stati dimenticati, isolati, tagliati fuori, ridotti a mezzo di trasporto o cloache urbane. Sono stati compressi in canali e murati, sbarrati o livellati, al punto da essere quasi irriconoscibili. Ormai ci vogliono sforzi immensi per ricreare una nuova connessione tra questi e le città.<br />
Diana Balmori, una delle protagoniste più interessanti nel panorama internazionale contemporaneo, affronta un sfida importante, nuova nel campo dell’architettura del paesaggio, per cercare nuove forme, per infrangere la netta separazione tra città e fiume e creare tra i due una zona di passaggio dinamica e fluida.<br />
Nei numerosi progetti descritti in questo libro, frutto del suo lavoro degli ultimi dieci anni, è la linea di congiunzione tra fiume (natura) e città (cultura) a ricevere tutta l’attenzione. È necessario modificare i contorni netti e rigidi che devono tornare a essere sinuosi, in continua evoluzione, la cui vegetazione contribuisce a filtrare l’acqua e fornire un rifugio sicuro alla fauna del fiume.<br />
Ma, cosa ancora più importane, l’interazione tra le persone e il fiume si deve fondere sul rispetto reciproco, per riconnettersi a un elemento importante del proprio patrimonio geografico, per interagire con esso in modo propositivo e impegnarsi in prima persona per un mutamento radicale nella pianificazione delle città.<br />
Ci hanno sempre spinto a concepire il paesaggio come un sorta di “quadro”, fisso e composito, un semplice oggetto bidimensionale. Come tale, è servito sempre da sfondo per altre finalità, dalla contemplazione all’attività fisica. Nel suo nuovo ruolo diventa parte dell’azione. Tesa a creare sistemi sostenibili, a stabilire connessioni tra l’uomo e le altre parti della natura.&#8221;</em><br />
Utopia ecologica che diviene, pagina dopo pagina, progetto dopo progetto, motivo di profonda riflessione sul futuro prossimo dell&#8217;umanità.</p>
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		<title>2010? Il mio comincia con una corsa nel Tubo&#8230;</title>
		<link>http://www.edopassarella.com/2009/12/18/2010-il-mio-comincia-con-una-corsa-nel-tubo/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 14:45:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[extreme adventures]]></category>

		<category><![CDATA[Acqua]]></category>

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		<description><![CDATA[
Fine gennaio sarò a Londra. Due giorni di conferenze indirizzate ad appassionati di avventura e viaggi per conto di National Geographic, presso l&#8217;Adventure Travel Live Show.
Le mie esperienze di viaggio per mare e per terra raccontate in uno dei 6 teatri messi a disposizione dei 60 speakers partecipanti, io fra questi. La prima sabato 30 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.adventureshow.co.uk/"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2650/4195202612_d372ed33f4.jpg" width="419" height="340" alt="ed-in-london" /></a></p>
<p>Fine gennaio sarò a Londra. Due giorni di conferenze indirizzate ad appassionati di avventura e viaggi per conto di National Geographic, presso l&#8217;<a href="http://www.adventureshow.co.uk/">Adventure Travel Live Show</a>.<br />
Le mie esperienze di viaggio per mare e per terra raccontate in uno dei 6 teatri messi a disposizione dei 60 speakers partecipanti, io fra questi. La prima sabato 30 gennaio, la seconda il giorno seguente. Non so ancora gli orari ma se vi fate un giro di ispezione <a href="http://www.adventureshow.co.uk/visitor_information_show_features_talks.php">qui</a>, a breve troverete tutti gli aggiornamenti del caso.<br />
Inutile rimarcare che doveste mai trovarvi fra Victoria e Pimlico in quelle date, passate dentro per un saluto, il posto che ci ospita è una vera figata: <a href="http://www.horticultural-halls.co.uk/">Royal Horticultural Halls</a>. Che poi si va per birre. La compagnia è simpatica, il più sano porta i suoi cani a far pipì al Polo Nord.</p>
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		<title>IL POPOLO HA SETE? DATEGLI DELL&#8217;IDROSSILE!</title>
		<link>http://www.edopassarella.com/2009/12/04/il-popolo-ha-sete-dategli-dellidrossile/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 13:36:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>

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		<description><![CDATA[
Dunque. Mica facile riordinare un simile diluvio di puttanate.
Trovata acqua sulla Luna. Fino ad oggi ne avevo letto, non senza fastidio, nei trafiletti di spalla o tra le righe dei notiziari di argomento scientifico. Ma ora che l&#8217;umidiccia bufala è sbarcata (come il piccolo passo di un direttore, Mayer, ma una gigantesca stronzata per l&#8217;umanità) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.edopassarella.com"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2727/4157985842_e7460060d9.jpg" width="454" height="291" alt="dipiu-cover" /></a></p>
<p>Dunque. Mica facile riordinare un simile diluvio di puttanate.<br />
Trovata acqua sulla Luna. Fino ad oggi ne avevo letto, non senza fastidio, nei trafiletti di spalla o tra le righe dei notiziari di argomento scientifico. Ma ora che l&#8217;umidiccia bufala è sbarcata (come il piccolo passo di un direttore, Mayer, ma una gigantesca stronzata per l&#8217;umanità) anche sulle testate per massaie teledipendenti (DIPIÙ), col palese intento di disinformare ed illudere circa un argomento tanto delicato, scusate la volgare franchezza, ma mi girano definitivamente i coglioni.<br />
Andiamo per gradi. Ad aprire le danze ci ha pensato lo scorso novembre la NASA, che tramite un suo portavoce, lo scienziato Doug Cooke, annunciava al mondo la sensazionale scoperta: la missione <a href="http://lcross.arc.nasa.gov/">LCROSS</a> è stata un successo! Il 9 ottobre abbiamo sganciato nel mezzo del cratere Cabeus un ordigno di 2 tonnellate (i soliti cagabombe), nella cui polverosa detonazione è stata riscontrata la presenza di acqua. Le malelingue che sostenevano che avremmo buttato alle ortiche i 3 miliardi di dollari necessari a completare questa missione, vadano a farsi fottere!<br />
L&#8217;India, che grazie alla sonda Chandrayaan aveva sbandierato mesi prima un ritrovamento similare, rincara la dose: tracce di idrogeno sulla Luna! Dove c&#8217;è idrogeno potrebbe esserci acqua! O quantomeno una colonnina di rifornimento per auto ecologiche.<br />
Nei fatti – confermano tutti in coro – è stata sì rilevata una parvenza di acqua, o meglio una formula chimica identificabile come &#8220;idrossile&#8221;, composto caratterizzato da una particella di ossigeno accompagnata da un singolo ione di idrogeno anziché due. In parole semplici un liquido ghiacciato &#8220;simile&#8221; all&#8217;acqua, al quale nessuno si sente momentaneamente di assegnare con certezza una qualche utilità. Oltretutto, in un quantitativo che i più informati hanno definito non superiore a quello ospitabile in un secchiello da spiaggia. In definitiva un&#8217;operazione più dai risvolti bellici che non scientifici, a conferma d&#8217;uno spreco di energie e denaro che avrebbero meritato di essere investiti nella soluzione di problemi ambientali più, come dire, terreni. Speriamo che Obama si ravveda e mandi al macero la fantasiosa impresa, e buonanotte al secchiello di idrossile. Sebbene il rischio di farsi scavalcare dalle prossime missioni lunari cinesi, difficilmente lo indurranno a tirarsi fuori del tutto dai giochini interplanetari.<br />
Ma proprio quando la costosissima bufala pareva riaccomodarsi in stalla, ecco esplodermi fra le mani la doppia pagina della rivistina gossip da euro uno, finitami sotto il naso mentre la spiaggia di Varazze si copriva di plastica in seguito ad una superba mareggiata. Oh Signore! Dacci anche oggi la nostra liquida minchiata quotidiana. Su DIPIÙ i toni sono enfatici come non mai, si grida all&#8217;eureka. Titolone: Sulla Luna c&#8217;è tanta, tanta acqua! Il clamoroso annuncio della NASA restituisce speranza all&#8217;umanità! SFRUTTARLA! Come potremo sfruttarla! Ellamadò! Dico io. Riapriamo i rubinetti! Torniamo a comprar cestelli da sei. Felicità! A questo punto è il responsabile dell&#8217;Unità di Osservazione dell&#8217;Universo (sticazzi!!), insignito del NASA Honor Award Medal, né più né meno l&#8217;Oscar dell&#8217;astronomia, a saltare in cattedra per dire la sua nero su bianco:<br />
&#8220;Questa scoperta ha un valore ENORME! Qui sulla Terra il problema dell&#8217;acqua ha raggiunto proporzioni preoccupanti. Si parla di desertificazione, siccità! (Mavalà?) L&#8217;acqua è fondamentale per la sopravvivenza dell&#8217;uomo.&#8221; Il giornalista gossipparo lo incalza: &#8220;Potremo sfruttare quell&#8217;acqua anche sulla Terra? E Flamini rintuzza: &#8220;Un giorno forse. Al momento questo non è possibile&#8230;&#8221;<br />
Ettecredo! Trasportare materiale nello spazio costa al momento un milione di dollari al chilo, centesimo più centesimo meno. Li voglio vedere a fare avanti indietro coi TIR della Norda&#8230; Quindi? Tutto l&#8217;entusiasmo iniziale? I famosi 3 miliardi di dollari sul piatto? A questo punto, impantanatasi, l&#8217;intervista vira sulla fantascienza pura. La sintetizzo di seguito&#8230;<br />
DIPIÙ: &#8220;Come dobbiamo immaginare queste colonie spaziali rese possibili dalla presenza di acqua?&#8221;<br />
FLAMINI: &#8220;Simili a quelle descritte in film e libri di fantascienza (il dottor Flamini deve averne letti tantissimi). Le cavità che custodiscono l&#8217;acqua si potranno sfruttare per proteggere gli astronauti dai dannosi raggi cosmici (ARGH! Dottor Spock faccia qualcosa!!). Bisognerà pressurizzare le caverne (Capitano Kirk, rispondete!). Poi occorrerà realizzare generatori necessari a sciogliere e depurare l&#8217;acqua ottenuta&#8230;&#8221; E via delirando di &#8217;sto passo, il tutto per qualche bottiglia di liquido con uno ione in meno, ma un coglione in più, anzi, in dipiù, che insiste:<br />
DIPIÙ: &#8220;Ma come si è formata l&#8217;acqua sulla Luna?&#8221;<br />
FLAMINI: &#8220;Due ipotesi. Può esservi arrivata dallo spazio in seguito ad un bombardamento di comete, composte di ghiaccio e roccia. BUUUM!! Oppure, ipotesi suggestiva (una favola), potrebbe essere di origine terrestre&#8230;&#8221; ARIBUUUM!! Ovvero che la Luna separatasi dalla madre Terra si sarebbe portata un po&#8217; di acqua al seguito. Degna puttanata conclusiva. Ma possibile che nel 2010 ci sia ancora gente ben pagata per divulgare simili boiate? E noi oggi dovremmo essere disposti a spendere quantità esorbitanti di soldi per riprendercela indietro? Ma che ce li mettessero la Nestlé e la Danone! E intanto che vanno a colonizzare la Luna per un sorso di idrossile si levassero dalle palle, bottiglie in PET comprese.<br />
Cosa aggiungere? È dura quando le braccia toccano terra. Mi auguro che le signore lettrici del DIPIÙ siano abbastanza intelligenti da fare poche lavatrici e mettere in tavola l&#8217;acqua municipale, continuando a preferire la parsimoniosa doccia alla vasca. Questa sulla Luna non ce la daranno a bere. Almeno lo spero.</p>
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		<title>Saluti dal Vortex</title>
		<link>http://www.edopassarella.com/2009/11/29/saluti-dal-vortex/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 21:07:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
<category>acqua</category><category>edo passarella</category><category>inquinamento</category><category>Nike</category><category>Nord Pacific Gyre</category><category>oceani</category><category>pacific trash vortex</category><category>spazzatura</category>
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		<description><![CDATA[
Nel bel mezzo del Pacifico, supergiù tra il Giappone e la California, esiste un&#8217;isola dalla quale nessuno potrà mai spedire la cartolina di cui sopra, né oserà mai impiantare un villaggio turistico. Una pelagica cloaca in costante crescita, che attualmente si estende per circa 2500 chilometri con una superficie pari a 5 milioni di chilometri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.edopassarella.com"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2774/4145026806_a7de58321b_o.jpg" width="453" height="275" alt="VORTEX-postcard" /></a></p>
<p>Nel bel mezzo del Pacifico, supergiù tra il Giappone e la California, esiste un&#8217;isola dalla quale nessuno potrà mai spedire la cartolina di cui sopra, né oserà mai impiantare un villaggio turistico. Una pelagica cloaca in costante crescita, che attualmente si estende per circa 2500 chilometri con una superficie pari a 5 milioni di chilometri quadrati, una profondità di 30 metri ed un peso di 3,5 milioni di tonnellate. Una sorta di isola Ferdinandea polimerica, emersa all&#8217;incirca 60 anni fa in seguito al rovinoso movimento tettonico dell&#8217;umana noncuranza. Riassumendo: un mostro galleggiante di spazzatura. In massima parte plastica. È nota come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pacific_Trash_Vortex">Pacific Trash Vortex</a>, o &#8220;vortice di monnezza del Pacifico&#8221;. Di fatto la più grande discarica del mondo.<br />
La collocazione di questa semovente zuppa di pattume non è più un mistero da quando, in seguito alla perdita in mare di un carico di 60.000 calzature marca Nike da parte della nave Hansa Carrier nel 1990, seguendone il percorso guidato dalle correnti e da branchi di mammiferi marini in sneakers, si potè scoprirne l&#8217;inquietante esistenza. A tale proposito, se andate a scaricarvi <a href="http://www.msc.ucla.edu/oceanglobe/pdf/nike_invest.pdf">questo PDF</a> potrete giocare voi stessi con le sopracitate scarpette e le loro oceaniche rotte. Fino a quell&#8217;episodio, non trovandosi quella concentrazione di detriti sui percorsi più navigati, nessuno sapeva granché del PTV, o se ne guardava bene dal parlarne.<br />
Io invece ne sentii parlare qualche anno fa, torno a parlarne oggi e credo ne scriverò nuovamente l&#8217;anno prossimo, perché su questa merda non si riflette mai abbastanza. Tuttavia eviterò di dilungarmi con altri dati e curiosità, dato che c&#8217;è chi l&#8217;ha già fatto molto accuratamente, limitandomi ad invitarvi alla lettura di questa esaustiva, documentata e nauseante <a href="http://www.inerba.org/Salute-e-Ambiente/Pacific-Trash-Vortex-|-Cinque-milioni-di-chilometri-quadrati-di-rifiuti-nell-oceano-pacifico.html">relazione</a>. Perfetta per conoscere a fondo questo cataclisma ambientale, la cui eliminazione non rientra momentaneamente fra le priorità di noi meschini bipedi.</p>
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