8 Aprile 2007

La via della sete

> Senza categoria — Edo @ 09:21

La Via della Sete è un lungo itinerario attraverso il quale tenterò di rendere meno torbido uno dei temi che inquietano maggiormente il nostro futuro: la penuria d’acqua potabile.
Bombay, Varanasi, Chennay: mio primo obbiettivo l’India, il cui sfruttamento delle risorse idriche è attualmente in balia di una colossale quanto sconsiderata anarchia. Quanto sta accadendo è realmente da addebitarsi ad un andamento climatico sfavorevole? Oppure i danni sono da ricercarsi in una maldestra gestione del territorio e degli investimenti?
Dopo l’India verrà il tempo del Vietnam, Hanoi, il fiume Mekong, che lo sfruttamento a scopi agricoli e lo scarso innevamento dei ghiacciai tibetani stanno riducendo in numerosi punti ad un pestilenziale acquitrino fangoso.
E poi ancora lungo la Via della Sete fino in Cambogia, Angkor Wat, sulle orme di una civiltà che intorno all’acqua diede vita all’ottava meraviglia del mondo, per poi abbandonarla ad un corrosivo declino proprio a causa della scomparsa del vitale elemento.
Singapore. Una metropoli che ha saputo trasformare l’assillo da carenza d’acqua potabile in un modello oggi in grado di fare scuola in fatto di tecnologia e innovazione. È a Singapore che sono nati i primi esperimenti di “osmosi inversa”, ed è qui che viene commercializzata la prima acqua in bottiglia prodotta dal riutilizzo delle acque reflue.
Dal sud-est asiatico mi sposterò in Australia, Sidney ed in particolar modo Perth, dove è in corso una civile ma estenuante guerra d’opinione tra climatologi e ambientalisti, circa gli allarmismi che scaturiscono da una siccità che, se da una parte della barricata si dice non avere precedenti, dall’altra parte è solo dovuta a un naturale andamento ciclico del clima destinato a ristabilirsi nel breve periodo, rendendo ingiustificati i copiosi investimenti nell’industria della depurazione dell’acqua marina.
Il mio viaggio continuerà in Nuova Zelanda e qui, se la penuria di “oro blu” non è certamente da annoverarsi fra i più impellenti problemi, è l’inquinamento dei corsi d’acqua a cominciare a destare notevoli preoccupazioni alla popolazione, da sempre abituata ad un rapporto con la natura leale e poco invasivo.
Dalla terra dei Maori raggiungerò Tonga e Samoa, vere perle del Pacifico le quali, oltre a dover affrontare giornalmente la scarsità di acqua potabile tipica di ogni isola distante, cominciano a vedere, causa il fenomeno del Niño e l’innalzamento degli oceani dovuto allo scioglimento delle calotte polari, l’alba di un futuro che non promette nulla di buono. Da queste isole proverò a raggiungere il piccolo arcipelago di Tokelau, luogo sperduto che, elevandosi di soli 2 metri sul livello del mare, le cronache più recenti ritengono destinato per certo al definitivo e irreparabile allagamento.
Ma la mia Via della Sete è ancora lunga. Qualche ora di volo e sarò in California, Los Angeles, città nella quale la rarefazione delle risorse idriche tiene in apprensione l’intero territorio ormai da parecchi anni, senza lasciare intravedere soluzioni rassicuranti.
Las Vegas sarà l’ultima tappa del viaggio. È in questo luogo, forse più che altrove, che la vitale relazione che intercorre fra gli esseri umani e la preziosa acqua raggiungerà la sua forma più abbagliante e contraddittoria. Metropoli nata sul finire del 1800 intorno a una delle più prolifere sorgenti del Nevada, Las Vegas “la verde”, è attualmente la città statunitense con il maggiore incremento demografico, ed il suo uso spettacolare dell’acqua a scopi ludici e scenografici comincia col fare seriamente a pugni con una realtà amara, dettata da rifornimenti idrici sempre più scarsi e in via di esaurimento.

8 commenti »

  1. Perfetto Eddie, la tua via della sete è un cammino interessantissimo e tutto da seguire. Non vedo l’ora di commentare i tuoi primi posts qui e sul blog di A1.
    Grande!!

    Commento di andrehaero — 13 Aprile 2007 @ 07:47

  2. Complimenti Edo, devo dire che ti presenti davvero Professional!

    Commento di Lipo — 28 Aprile 2007 @ 19:52

  3. Carissimo Edo, sto leggendo il tuo programma sul tuo sito web. complimenti, cercherò di seguirti il più possibile, un bacio

    Commento di ildari — 3 Maggio 2007 @ 07:01

  4. Mitico Edo!!!!!
    E’ un progetto fantastico!
    Ti seguiamo tutti… soprattutto donna Irene, disposta ad imparare ad accendere un pc pur di vederti! A presto Debora and family

    Commento di Debora — 5 Maggio 2007 @ 02:12

  5. Un salutino per dirti che ti ho aggiunto tra i link del mio sito. Buon Trip!

    Commento di Giò — 7 Maggio 2007 @ 08:56

  6. Molto interessante e scritto molto bene quello che racconti. D’ora in poi ti leggerò sempre.

    Un abbraccio.

    Ross

    Commento di ross — 11 Maggio 2007 @ 06:54

  7. Oè la Ross!! Grazie cara! Da te vale doppio, viste le compagnie che bazzichi… he he he! Ti abbraccio.

    Commento di Edo — 14 Maggio 2007 @ 10:40

  8. ciao Eddie sono arrivato quà dal blog di natgeo ho letto cose interessantissime complimenti continuerò a segurti

    Commento di freeraider53 — 31 Luglio 2007 @ 22:53

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